
ci sono importanti novità per quanto riguarda il BOLERO, il mio primo album di studio e in italiano, realizzato con la collaborazione di cari amici di nuova e vecchia data che rappresentano anche il meglio di due generazioni di musicisti e musiciste modenesi. a un anno preciso dall’inizio delle registrazioni, presso il Sex Blues Recording Studio di Andrea Fontanesi abbiamo concluso i missaggi. abbiamo già fatto qualche prova di mastering “domestico” (quello definitivo sarà probabilmente eseguito negli USA) e il disco suona maledettamente bene. nonostante ciò, o forse proprio per questo, è probabile che in marzo sia effettuato qualche test presso uno studio del Modenese, dotato di macchine piuttosto sofisticate, per verificare se e quanto il colore generale del disco possa guadagnare attraverso un ulteriore passaggio analogico. comunque vada, entro la fine della primavera ho intenzione di pubblicare un primo mini-cd, con 4 canzoni e forse una traccia video ripresa dal vivo.
sul fronte del web, segnalo che ho momentaneamente chiuso l’accesso ad alcune pagine che riportavano il “diario di bordo” del Bolero (su davideravera.com e anche su myspace): grazie al mio nuovo mac mi ero infatti reso conto che alcune pagine, forse troppo ricche di foto, andavano un po’ per fatti loro. perciò, anche considerato che stiamo chiudendo la lavorazione presso il Sex Blues, ho pensato che il diario del Bolero sarà ripubblicato ex-novo, in forma meno caotica e più consultabile.
ringrazio perciò da questa pagina Andrea Fontanesi che ci ha offerto un servizio non solo molto professionale ma ricco di passione e di insegnamenti, ospitandoci presso il suo studio con una pazienza e una cordialità estreme e contribuendo in modo determinante ai bellissimi arrangiamenti delle 13 canzoni. ringrazio anche di nuovo musicisti, musiciste e cantanti che hanno contribuito agli arrangiamenti e suonato il Bolero, che ho definito “una danza sull’acqua per voci, chitarre, gruppo rock e percussioni”. e poi stringo idealmente, in un solo abbraccio: la sezione ritmica di Antonio “Rigo” Righetti e Danny Montgomery; la voce, percussioni e colori di Patrizia Ferrarini; le voci di Alessandra Ferrari; la voce e la slide di Matteo Toni; la voce e il trombone di Marino Brusiani; il gruppo rock dei Bagend (Marco alla chitarra, Paride all’Hammond, Lele alla batteria); il piano elettrico di Fonta. a tutte queste persone vorrei dire una cosa…
… cari musicisti e musiciste del Bolero, come sapete ho avuto una vita piuttosto avventurosa sino ad oggi. ho viaggiato diversi continenti e incontrato centinaia di persone straordinarie, ho visitato luoghi da favola e sono inciampato nei peggiori angoli del mondo. sono caduto diverse volte e mi son rialzato, facendo sempre un sacco di cose che si ritengono non comuni, nel bene e nel male. oggi però fatico a ricordare un’esperienza così avvincente, avvolgente, stimolante e serenamente entusiasmante quanto lo è stato registrare e mixare il Bolero presso il Sex Blues Studio, in quel di Ghiardello con tutti e tutte voi. è passato un anno da quel 7 marzo, quando cominciammo, ma mi sembra molto di più perché in questo anno sono successe tantissime cose, molte delle quali semplicemente indimenticabili. ho imparato tantissimo su di me, sulla musica, su come si sta con le persone facendo musica con loro. è grazie a voi se il Bolero raggiungerà il suo scopo, quello di onorare la memoria della persona cui è dedicato. grazie, dal più profondo del cuore e dalle zone più alte della mente.
grazie anche a: Serena Mantovani (autrice di molti begli scatti tra cui quello che vedete qui sopra), Giovanni Cantoni, Allieta Melchioni, lo stesso Fonta e Patti Ferrarini per la copertura fotografica; Wilko, Francesco e in generale Lenzotti Strumenti di Modena per la pregevole assistenza tecnica; Andrea Monchiari, il “capo” Claudio Scolari, Barbara Chiriacò per la consulenza artistica e il sostegno umano. grazie al liutaio maestro Paolo Coriani che ha costruito la chitarra folk da me utilizzata in quasi tutto il disco, nonché messo a punto tutti gli altri miei strumenti. grazie a Elena Ravera che è la miglior dimostrazione possibile che lo spirito della “prof” è vivo e vegeto tra di noi.
grazie, eternamente e con profondo affetto, anche a due musicisti straordinari che non hanno lavorato al Bolero ma hanno accompagnato molte delle sue canzoni quando erano un po’ più giovani: Anna Palumbo e Alberto “Beto” Carrà.
restate collegati: dedicherò qualche settimana all’ascolto dei missaggi, poi quando sapremo che corrente prende il Bolero ricomincerò a pubblicarne il diario di bordo.